Amo le persone.

Amo il loro modo di giudicarsi sempre imperfette, il loro modo di trovare sempre l’angolo di ombra in mezzo alla luce e il loro credere che quell’ombra nasconda qualcosa di cattivo solo perché cela un’oscurità che non è ancora stata illuminata. Perché non possono ancora vedere cosa c’è sotto.

Amo le persone e la loro impagabile capacità di provare una reale meraviglia di fronte ad un qualsiasi spettacolo della Natura.

Amo la loro inclinazione a vedere perfetto ogni tramonto, perfetta ogni onda dell’Oceano, perfetto ogni granello di sabbia, perfetta ogni farfalla che vola.

Amo la loro tendenza a dimenticare di far parte di quella Natura così perfetta, a dimenticare di esserne parte integrante e viva, a dimenticare di essere fratelli e sorelle di ogni tramonto, di ogni onda, di ogni granello di sabbia, di ogni farfalla.

Amo le persone e la loro immensa capacità di percepire e assorbire l’energia da ogni cosa che le circonda.

L’energia prepotente di un temporale, l’energia primordiale della Terra che fa tremare il suolo sotto i piedi, l’energia purificatrice della foresta, l’energia liberatrice dell’acqua che scorre.

Amo la loro incapacità di rendersi conto che quella stessa energia scorre indomabile nelle loro vene, che quella stessa energia la sprigionano nell’aria ogni volta che aprono gli occhi al mattino, che quella stessa energia è la moneta di scambio che hanno con la loro Terra, e che è proprio questo il motivo per cui la loro Terra non ha ancora deciso di rendersi (del tutto) inospitale per offrir loro una casa in cui vivere.

Sarebbe bello se riuscissimo a guardare noi stessi con gli stessi occhi innamorati con cui osserviamo la Terra in ogni sua forma, se fossimo orgogliosi di quello che siamo così come lo siamo del sole che sorge e tramonta ogni singolo giorno, se ci ricordassimo di far parte di questa Natura perfetta tanto quanto ogni albero, ogni stella, ogni altro essere vivente.

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Questo viaggio mi ha donato un’altra volta la possibilità di incontrare delle persone straordinarie, delle persone che mi hanno allargato l’anima con la loro potentissima energia, delle persone che mi hanno permesso di accedere a delle parti di me stessa ancora inesplorate e conoscermi un po’ dì più, delle persone che non so se si rendano conto di tutto questo, ma che senza dubbio lo hanno permesso a me.
Eravamo a Bali da tre giorni quando abbiamo incontrato Gianluca e Claudia in un piccolo cafe di Ubud. Non avevo mai avuto alcun dubbio che anche questo viaggio, come ogni altro, sarebbe stato importante e stimolante per la mia evoluzione personale, ma ritrovarmi li, in quel preciso istante, di fronte all’autore del libro che stavo leggendo (libro che parla di una vita reinventata, regalatomi da una collega il mio ultimo giorno di lavoro) è stato la conferma di essere nel posto giusto al momento giusto.

È stato magico, perché è sempre così che accade quando l’universo decide di darti una pacca sulla spalla e dirti “si, va tutto come deve andare”.

Abbiamo incontrato Sony sotto un fortissimo temporale la sera in cui siamo arrivati a Lovina. Eravamo stanchi, bagnati fradici e non avevamo la più pallida idea di dove fossimo e cosa dovessimo fare. Sony si è preso cura di noi senza chiedere nulla in cambio, come se fossimo i suoi migliori amici, con una gioia negli occhi così potente da farmi dimenticare perfino il dolore delle spalle sotto il peso dello zaino.

Quella stessa sera, sul lungo mare, abbiamo incontrato Satu, un ragazzo indonesiano che creava e vendeva ciondoli di 45 anni a cui ne avrei dati forse 30, che mi ha spiegato che l’unico segreto per rimanere giovani è sorridere sempre, trovando ogni giorno un milione di motivi per farlo.. perché se la nostra anima sorride, il nostro corpo rimane rigoglioso.

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Abbiamo incontrato Giulia, una giovanissima (e bellissima) ragazza italiana che dopo aver letto un libro di Gianluca (poteva essere più incredibile?) ha deciso di intraprendere un viaggio da sola in una terra lontanissima da casa.

Abbiamo incontrato Pedro, un ragazzo argentino che ha fatto della sua passione per l’Oceano uno stile di vita.. che ci ha spiegato che rinunciare alle passioni nella vita non ci porterà mai a sentirci davvero realizzati, perché dare importanza a ciò che amiamo ma che spesso è giudicato superfluo ci farà sentire sempre dannatamente vivi: “stay where you feel alive”.

Abbiamo incontrato Stephanie, un’anima immensa. Una ragazza nata in Belgio, cittadina del mondo, lavoratrice in remoto da sempre alla quale ci siamo sentiti liberi di aprirci profondamente fin dal primo sguardo. Stephanie ha accolto con estrema delicatezza le nostre storie di vita, i nostri dubbi esistenziali, le nostre incertezze verso il futuro prossimo. Stephanie mi ha ascoltata dire con il groppo in gola “mi sono appena licenziata” e con gli occhi più entusiasti che io abbia mai visto ha esclamato “cheers to you!”, facendomi sentire la persona più libera della terra.

Sarebbe bello se ci rendessimo conto che siamo noi le scintille che creano la vita in questo mondo, se ci rendessimo conto di quanto una sola parola possa fare la differenza nella vita di qualcun altro, se ci rendessimo di quanto sia preziosa la capacità di aprirsi al prossimo e di quanto sia arricchente la capacità di accogliere la sua diversità, se ci rendessimo conto che siamo noi persone a rendere magica ogni cosa, se ci rendessimo conto che siamo noi a fare la differenza.

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